Come tradizione, per questa stagione scelgo un libro di narrativa invece che un saggio. Propongo, come lettura per l’estate: Piccoli suicidi tra amici, un libro del maestro dell’umorismo nordico, Arto Paasilinna. Una storia assurda e reale allo stesso tempo. Il tragico che incontro il comico, la consapevolezza che scalza le false e dannose aspettative.
Trama
Il tentativo di suicidio per impiccaggione in un fienile non si realizza a causa della rottura di una trave che non regge il peso di due persone. E già, perché in quello stesso momento e luogo, all’insaputa l’uno dell’altro, due potenziali suicidi hanno avuto la stessa idea provocandone il fallimento reciproco. Tra i due nasce un sodalizio il cui scopo è sucidarsi insieme, per non fallire. Questa loro scelta li porterà ad incontrare altri sodali e ne nascerà un’associazione il cui scopo è un suicidio collettivo.
I membri dell’associazione Morituri Anonimi sono stanchi di vivere una vita che non fa altro che prendersi gioco di loro. Per questo hanno deciso di andare a Capo Nord e farla finita in maniera piuttosto decorosa buttandosi tutti e trentatré, a bordo della Saetta della Morte, nel Mar Glaciale Artico.
Come la Saetta di Korpela, il libro scorre veloce in un susseguirsi di peripezie, tentativi di suicidio mancati, avvicinamenti e anche qualche innamoramento. Tutto si muove continuamente, dentro e fuori dei personaggi. Un’avventura straordinaria che dalla Finlandia, la patria dei suicidi, ci porta fino alla punta più estrema del Portogallo e che, dalla morte, ci riporta in vita.
Comodamente seduti sui lussuosi sedili della Saetta, guardando il paesaggio cambiare oltre al finestrino, i Morituri Anonimi si accorgono che i buoni motivi che avevano per suicidarsi non reggono più in confronto alla spiazzante banalità della vita. Sì, perché vivere è la cosa più scontata che ci sia, non servono doti particolari e nemmeno rispettare certi standard. Spaventa più della morte, eppure, come lascia intendere Paasilinna, nessuna delle due cose è poi così seria.
In qualità di ex guardaboschi e, si presume, di grande amante della natura, di quest’ultima Paasilinna ha fatto un elemento chiave dei suoi romanzi. Qui, ha la funzione di riportare alla semplicità: più ci si addentra nei boschi e nei paesaggi nordici, più i Morituri si liberano dalle convenzioni e dalle aspettative sociali.
Perché questo libro
Così, un libro che non parla d’altro che di suicidio, diventa un inno alla voglia di vivere, nascosta anche nei più radicali, quelli che hanno già scritto il loro epitaffio.
Centrale, e salvifico, diventa il rapporto con gli altri, i legami che si stringono in viaggio e che riportano la speranza a chi l’aveva perduta da tempo.
I Morituri Anonimi sono soli nel loro dolore. Basta poco per uscire da questa situazione: altre trentadue persone con cui confidarsi e stringere legami veri. Eppure, l’associazione è ritenuta sovversiva e pericolosa dalle forze dell’ordine.
Possiamo leggere l’intero libro come la satira pungente ad una società che non sa aiutare i suoi membri ad uscire dalla profonda apatia che li abita. Paasilinna lo dichiara apertamente, nell’incipit del libro: «Il più formidabile nemico dei finlandesi è la malinconia, l’introversione, una sconfinata apatia. […] Il peso dell’afflizione è tale da indurre parecchi finlandesi a vedere nella morte l’unico sollievo.» Ed oggi, direi, non solo i finlandesi!
Indubbiamente, l’idea di Paasilinna è geniale. Partire dall’intenzione di farla finita ed arrivare a riscoprire la bellezza che ci circonda ed il valore della vita, anche quando questa ci mette alla prova.
Conclusioni
L’autore, nei confronti dei suoi personaggi, non mostra compassione e nemmeno vicinanza; c’è, al contrario, una normalizzazione del dolore operata anche attraverso il linguaggio, sempre uguale per raccontare gioie e dolori. In fondo, è così che va la vita: a volte è a nostro favore, altre contro, ma sempre in movimento, impermanente, a favore o contro.
Arto Paasilinna è il maestro dell’umorismo nordico, uno che è riuscito a ridestare la Finlandia dall’apatia. Il fil rouge dei suoi libri è la riscoperta della natura, talbìvolta matrigna ma sempre salvifica nei confronti dell’uomo. Un uomo che per quanto umiliato e sconfitto, un pò per caso ed un pò per intenzione, ritrova la forza di rialzarsi e ricomincaire a vivere. Per questo, e per la brillantezza dei suoi intenti e la buona riuscita nella pratica, vale la pena di leggere come Lettura per l’Estate: “Piccoli suicidi tra amici”.
SCHEDA
| Autore | Arto Paasilinna. |
| Casa | IPERBOREA |
| Genere | Romanzo |
| Pagine | 288 |
| Prezzo di copertina: | € 17,00 |
