“Attraccare nel presente: considerazioni fine M.B.S.R.” è una riflessione su attitudine e benefici acqusibili dal protocollo MBSR (appena conlcuso) e della mindfulness in generale.
Attraccare, secondo la Treccani significa: “Avvicinare un galleggiante a un altro o alla banchina fino a toccarli, in modo da compiere direttamente operazioni di trasbordo, di sbarco o imbarco”. E’ proprio ciò che facciamo nel protocollo: ci avviciniamo alla consapevolezza per sbarcare o imbarcare abitudini salutari e non salutari.
Dimorare nel presente è fonte di sorprese
Nel corso del protocollo M.B.S.R. e in generale nella pratica di mindfulness, non facciamo altro che “attraccare nel presente”, in molti modi diversi. Attracchiamo nelle sensazioni del corpo, nelle sensazioni del respiro, momento per momento. Attracchiamo con sorpresa nella ricchezza del momento presente che ci permette di vivere pienamente.
La profondità che offre il dimorare nel presente è sempre fonte di sorprese e permette di prendere contatto con quanta carica affettiva ha il tempo passato ed il tempo futuro. Potremmo dire che mai passato e futuro sono esenti da emozioni. Il passato può essere pieno di rimpianto, nostalgia, rimuginazione. Il futuro può essere spinto da ansia, preoccupazione, fantasia piacevole o spiacevole.
Emozioni traghettanti
Sono le emozioni che proviamo che ci spostano dal presente, al passato o al futuro e, spesso, nel momento in cui ci fermiamo e riconosciamo qual è l’emozione che ci muove, attracchiamo di nuovo nel presente e nelle sue sensazioni fisiche. È quel sostare, riconoscere e nominare che ci riporta nel presente, il luogo dove si svolge e sviluppa la nostra vita. Lo spazio dove le nostre emozioni sorgono, a volte attivate da un’impronta di memoria, a volte in risposta a qualche evento che richiama situazioni passate o minaccia scenari futuri.
Attraccare nel presente ci libera
Attraccando nel “qui e ora” restituiamo spazio alla nostra esistenza: non permettiamo che il passato ed il futuro ci schiaccino facendoci perdere il senso della nostra vita. La vita non è una linea retta da percorrere a diverse velocità: è uno spazio da abitare che dura quanto dura la nostra presenza. Il nostro esserci.
In proposito, trovo molto utile quanto scritto da Michela Murgia:
Reclamo il diritto personale alla rivoluzione grammaticale.
Avrei tanto voluto è un Passato Perduto.
Mi proporranno un contratto a progetto è Futuro Rubato.
Son tutte uguali è Presente Ferito.
Io ci sarò è Futuro Amico.
Non mi amava è Passato Deluso.
Io non lo farei è Congiuntivo Diverso.
Non ti ho scordato è Passato Incluso.
Dimmi chi sono. Imperativo Sperso.
Ti ho lasciato perché non ti meritavo. Piúcheperfetto Stronzo.
Vorrei, ma non posso. Presente Precario.
Non volevo. Passato Consolatorio.
Sei stato tu. Presente Accusativo.
Lo farò dopo. Futuro Rimandato.
Dipende. Condizionale Sfuggente.
Conclusioni
“Attraccare nel presente: considerazioni fine M.B.S.R.” suggerisce che, come Ulisse nell’Odissea, il periplo può essere più o meno lungo ma occorre tornare a casa. Dimorare nel tempo presente è l’occasione che abbiamo per apportare nella nostra vita quei cambi di schemi mentali che non sono più funzionali. E’ sospendere il pilota automatico per aprirci, con gentilezza ed equanimità, a nuovi punti di vista, a nuove possibilità. Contattami per avere info su questo ed altri percorsi, individuali e di gruppo. Buona vita!
