In epoca di post verità, distinguere tra fatto ed opinione appare futile invece è rilevante. L’opinione viene percepita e accettata come vera sulla base di emozioni e sensazioni, senza alcuna analisi della effettiva veridicità dei fatti raccontati.
Le interpretazioni che diamo alla realtà “risentono” delle convinzioni che abbiamo della stessa. È come se la guardassimo attraverso un paio di lenti che ce la mostrano così come noi abbiamo scelto di vederla. 
Che giovamento può apportare alla nostra vita distinguere i fatti dalle opinioni? Prima di rispondere, facciamo un esperimento usando le frasi che seguono e distinguete quale tra loro è un FATTO o un OPINIONE:
- Giovanni ha cambiato casa 6 mesi fa ma ad oggi non mi ha ancora invitato a vederla
- La chiamerò poi
- Secondo me le sono simpatico!
Quando mi hanno proposto questo gioco, ho risposto che le frasi 1 e 2 erano fatti mentre la 3 era un’opinione. E voi, come rispondereste? Prima, ricordiamo brevemente il significato di FATTI ed OPINIONI
I fatti sono avvenimenti, azioni, fenomeni, ciò che si compie o si è compiuto. Sono descrizione di qualcosa che è successo, è un dato oggettivo. La frase “è un dato di fatto” si usa proprio in questo caso. Il fatto è una cosa certa, definita, chiara, condivisa, comprensibile da tutti allo stesso modo. I fatti possono essere VERI o FALSI. Affermare: “Tosca è nata il 28 novembre” ci impegna a fornire le prove di quanto stiamo dicendo (ad esempio, mostrando la carta d’identità).
Le opinioni, al contrario del “dato di fatto”, sono punti di vista personale. Sono influenzate dal mio vissuto. Vengono dal passato, si pronunciano nel presente e aprono o chiudono possibilità per il futuro. Le opinioni sono la formulazione delle nostre credenze, si basano su esperienze e generalizzazioni che sono state fatte posteriormente all’esperienza vissuta. Le opinioni possono essere FONDATE o INFONDATE.
Dopo questo breve excursus, veniamo alle risposte del gioco di cui sopra. Nessuna delle 3 frasi è un fatto!
- Giovanni ha cambiato casa 6 mesi fa ma ad oggi non mi ha ancora invitato a vederla.
La linea tra fatto ed opinione è sottile ed il campanello di allarme è l’avverbio di tempo “oggi”. Presuppone l’esistenza di un “tempo giusto” in cui Giovanni avrebbe dovuto chiamarmi e ciò non è reale. Oltretutto, potrebbe anche essere successo che Giovanni mi ha cercato mentre ero via o non letto la sua e-mail; dunque, questa frase è sicuramente una mia opinione.
2. La chiamerò poi.
Questo enunciato è fortemente legato al parlante. Anche qui, l’avverbio di tempo “poi” è un allarme del soggettivismo della frase. Il “poi” è legato ad un tempo preso in considerazione che è del parlante e non di altri.
3. Secondo me le sono simpatico.
Questa frase rappresenta palesemente l’opinione di qualcuno su un’altra persona. La soggettività è introdotta dal “secondo me” che ne svela chiaramente la connotazione.
Quindi, perché è così importante distinguere un FATTO da un’ OPINIONE? Se il mio collega mi ha risposto male ed esco dall’ufficio sbattendo la porta, lo faccio non per il tono o le parole del mio collega bensì perché non mi sono sentito rispettato, ascoltato. Se interpreto che i suoi modi sono condizionati dal fatto che si sta separando dalla moglie… probabilmente uscirò senza sbattere la porta e con maggiore compassione nei suoi confronti. Il fatto non si può cambiare ma l’opinione sì. Sappiamo che le azioni scaturiscono dalle opinioni e non dai fatti: cambiando opinione, cambio azione e se lo faccio apro possibilità per il mio futuro. Ecco perché questa distinzione è da tenere bene a mente prima di agire.