Mindfulness

Cosa si intende con la parola mindfulness?

E’ una parola inglese che vuol dire consapevolezza ma in un senso particolare. Non è facile descriverlo a parole perché si riferisce prima di tutto a un’esperienza diretta. Tra le possibili descrizioni è diventata “classica” quella di Jon Kabat-Zinn, uno dei pionieri di questo approccio. “Mindfulness significa prestare attenzione, ma in un modo particolare:a) con intenzione, b) al momento presente, c) in modo non giudicante”.

Si può descriverla anche come di un modo per coltivare una più piena presenza all’esperienza del momento, al qui e ora.

Che relazione ha la mindfulness con la meditazione?

In effetti l’approccio della mindfulness deriva ed è basato sulla meditazione di consapevolezza – una delle principali tradizione meditative del buddhismo classico – e consiste proprio nel proporre un livello introduttivo, iniziale di pratica di meditazione che sia adeguato e adatto a contesti quotidiani, all’esperienza di vita normale che sperimentiamo tutti i giorni. In sintesi un approccio che possa aiutarci a metterci in una diversa relazione col disagio, che prima o dopo, in un modo o nell’altro, tutti sperimentiamo.

Benefici

Psicologici

  • permette un maggiore accesso alle risorse interiori grazie ad un training sostenuto che coltiva la capacità di entrare in contatto con se stessi a tutti i livelli: sensoriale, mentale, emozionale
  • aiuta le persone ad adattarsi in situazioni incerte e instabili
  • sviluppa la responsabilità personale
  • aumenta la capacità di focalizzare l’attenzione
  • promuove un atteggiamento non giudicante
  • si è dimostrata significativamente utile nella gestione di molti stati psicopatologici (depressione, ansia, panico, dipendenze, disturbi del sonno e del comportamento alimentare, …)

Relazionali

  • aumenta l’apertura mentale e la capacità di ascolto priva di pregiudizio verso gli altri portando a una migliore modalità di comunicazione e una maggiore sensazione di connessione con l’altro
  • stimola una maggiore attenzione alla qualità nella relazione, contenuti, toni emotivi e tempi della comunicazione diventano congrui e finalizzati a trarre benessere dalla relazione con l’altro
  • alimenta curiosità, fiducia ed empatia
  • permette un maggiore equilibrio emozionale nel non lasciarsi trascinare dalle emozioni ma poterle gestire senza mettere in atto strategie disfunzionali
  • previene il rimuginio patologico e i comportamenti impulsivi

Fisici

  • nel dolore cronico riduce significativamente (del 40-50%) a livello del talamo e della corteccia prefrontale la risposta evocata dall’attivazione periferica delle vie dolorifiche
  • nelle malattie cardio-vascolari permette di ottenere una riduzione significativa della pressione arteriosa, della resistenza all’insulina e delle aritmie cardiache
  • nei pazienti con cancro e nelle malattie croniche o degenerative (AIDS, distrofia muscolare, cardiopatie, ictus, disturbi respiratori, diabete, acufene, ecc.) è indicata come intervento complementare di self-care
  • riduce il colesterolo agendo come prevenzione dei sintomi patologici ad esso associati
  • coadiuva efficacemente le cure per le malattie della pelle: psoriasi, alopecia, dermatite allergica
  • aiuta a liberarsi da dipendenze: fumo, alcool, droghe, gioco, tecnologia, cibo, …
  • migliora la qualità del sonno
  • produce miglioramenti nei casi di asma, diabete, mal di testa cronico, allergie
  • aiuta a rallentare il decadimento cognitivo provocato dall’invecchiamento