Le nostre emozioni difficili ci sono familiari ma poco conosciute perché quando si manifestano preferiamo allontanarle invece di osservarle. Il più delle volte ci accorgiamo della loro esistenza perché sentiamo – nel corpo e nell’anima – un disagio che non sappiamo definire, sfuggente e pervasivo allo stesso tempo che non da tregua. Consigli pratici per l’equilibrio emotivo è un utile aiuto per osservare e conoscere più da vicino le emozioni, cosa le scatena e come possiamo renderle nostre alleate invece di soccombere come vittime.
Le emozioni sono parte della nostra vita
Le emozioni difficili sono parte della nostra vita e possono influenzare negativamente la nostra prospettiva. È per questo che apprezziamo molto le persone che sono emotivamente equilibrate ed è per questo che siamo disponibili a fare molto per trovare un equilibrio emotivo. Solo che spesso sbagliamo strada: scegliamo la repressione oppure il controllo. Due strade che sono utili (a volte) sul momento ma che mostrano i loro limiti con il passare del tempo.
La mindfulness aiuta a esplorare queste emozioni senza esserne sopraffatti, separando la risposta intelligente dall’eccesso distruttivo. La self-compassion va in profondità e ci sostiene nel nostro bisogno di confortare il dolore che è associato a quelle emozioni.
Meditazione ed equilibio emotivo
La meditazione non elimina le emozioni, ma crea uno spazio per osservarle e comprenderle. Aiuta a vedere che le emozioni sono temporanee e possono essere trasformate in risorse positive. Il passaggio fondamentale che ci invita a fare la pratica di mindfulness è quello dell’accettazione che, nel caso delle emozioni significa validare, riconoscere il nostro personale diritto a provare quello che stiamo provando. La sfida vera è rispetto alle emozioni difficili che esprimono ostilità verso gli altri o avversione nei confronti di quello che sta succedendo.
Accettare (in proposito si veda 4 PRATICHE PER SVILUPPARE L’ACCETTAZIONE) le emozioni negative permette di rispondere in modo consapevole, evitando reazioni automatiche. L’accettazione favorisce la cura di sé e la comprensione delle sensazioni fisiche legate alle emozioni.
Gestire le emozioni difficili con la mindfulness
Quali sono le emozioni più difficili da gestire? Sinceramente, ritengo che una graduatoria o anche un semplice elenco possa ingannare: ognuno ha le sue! E’ altrettanto vero, che esistono alcune emozioni che per i più risultano difficili da gestire; per loro, Consigli pratici per l’equilibrio emotivo può essere utile ad individuare quella o quelle che più ricorrono nella loro vita.
- Paura: è essenziale per la sopravvivenza, ma può diventare molto limitante. La mindfulness aiuta a riconoscerla, accoglierla e lasciarla andare.
- Ansia: può essere utile in piccole dosi, nasce da ripetute esperienze di paura. Diventa problematica quando ci blocca. La meditazione e la respirazione consapevole aiutano a gestirla.
- Rabbia: è potente, abbiamo bisogno della sua energia ma, allo stesso tempo, proprio questa energia può essere distruttiva. Trasformare la rabbia in saggezza è il compito per la nostra vita
- Tristezza: è naturale e può insegnarci molto, peccato che ci esponga al rischio di ristagnare in questa emozione che ci regala profondità e che si collega spesso alla rabbia. Si potrebbe dire che ne è l’altra faccia. Diventiamo tristi perché qualcosa ci ha fatto arrabbiare. Ci arrabbiamo perché qualcosa ci ha fatto provare tristezza. Accoglierla con gentilezza e compassione ci aiuta a comprenderla e a crescere.
- Vergogna: può essere paralizzante, ma la mindfulness permette di affrontarla con curiosità e compassione, riducendo il suo impatto.
In Consigli pratici per l’equilibrio emotivo, approfondirò solo la prima delle emozioni, essenziale e talvolta limitante: la paura. A dispetto della cattiva fama che la precede, essa nasconde anche un grande potenziale di cui dirò nei paragrafi a seguire.
Quando la paura incontra la mindfulness
La paura è un’emozione primordiale e fondamentale per la sopravvivenza. Serve a proteggerci dai pericoli, aumentando la nostra consapevolezza e preparandoci a reagire a situazioni minacciose. Tuttavia, quando la paura si genera continuamente nella nostra mente, può trasformarsi in ansia e diventare debilitante.
La mindfulness offre strumenti per accogliere la paura e trasformarla in una forza positiva. Piuttosto che evitarla o combatterla, possiamo imparare a riconoscerla, osservarla e lasciarla andare. Questo approccio ci permette di ridurre il suo impatto e di scoprire il coraggio che si nasconde dietro di essa. Di seguito, qualche dritta per riconoscere, gestire e trasformare la paura.
Riconoscere la paura
In primo luogo, ricorda: puoi avere la meglio solo su ciò che conosci. Quindi, il primo passo è riconoscere la paura. Di seguito, alcuni elementi, reazioni fisiche, a cui portare l’attenzione per sapere se la paura opera in te e tu ne sei consapevole.
- Aumento della frequenza cardiaca: il cuore batte più forte e più velocemente in risposta alla paura, aumentando il flusso di sangue e l’energia al corpo.
- Respiro accelerato: diventa più veloce e superficiale, spesso accompagnato da una sensazione di soffocamento o difficoltà a respirare.
- Sudorazione: il corpo può iniziare a sudare, soprattutto alle mani e al viso, per regolare la temperatura corporea in risposta allo stress (in proposito si veda Le 6 strategie da utilizzare nei momenti di Stress).
- Bocca secca: la produzione di saliva può diminuire, causando secchezza in bocca e difficoltà a parlare.
- Tensione muscolare: i muscoli del corpo, soprattutto quelli della schiena, del collo e delle spalle, possono diventare tesi e dare dolore.
- Tremori: il corpo può iniziare a tremare, a causa dell’aumento dell’adrenalina e del rilascio di altri ormoni.
- Nausea e disturbi gastrointestinali: la paura può alterare la funzione intestinale, causando nausea, vomito o diarrea.
- Vertigini e sensazioni di svenimento: in alcuni casi, la paura può indurre una sensazione di sbandamento o vertigini, con la sensazione di voler svenire.
- Iperventilazione: un respiro troppo rapido e profondo può portare a una riduzione di anidride carbonica nel sangue, causando vertigini, sensazione di testa leggera e altre sensazioni strane.
Gestire la paura
Per gestire la paura potresti aver bisogno di respirare più profondamente per restituire al respiro la sua profondità naturale che viene spezzata dall’insieme delle reazioni fisiche che ho elencato sopra.
Oppure potresti aver bisogno di radicarti a terra, sentendo l’appoggio dei piedi sul pavimento. Il lavoro con il Taijiquan (o altre pratiche) si colloca in questo primo strato di paura, quello fisico, per sciogliere quelle tensioni croniche che possono farci provare paura anche in assenza di un vero e proprio pericolo.
Il terzo passaggio, dopo che abbiamo riconosciuto i segnali fisici con la mindfulness e li abbiamo sciolti con il Taijiquan, è passare alle pratiche narrative della self-compassion.
Trasformare la paura
A questo punto del viaggio cosa fare? Usare le informazioni i tre step su richiamati per trasformare la paura.
La paura contiene una grande quantità di energia che può essere trasformata in coraggio. Quando qualcosa ci spaventa, ci scuote ci rende anche più vigili. La mindfulness ci aiuta a non centralizzare la paura dentro di noi, ma a vederla e lasciarla andare. Chiediti:
- Qual è la cosa peggiore che potrebbe accadere?
- Posso fare qualcosa per cambiare la situazione che mi spaventa?
Siediti con la paura e osserva come si manifesta nel corpo. Nota se cambia nel tempo, se aumenta, raggiunge un picco e poi diminuisce. Accogli la paura quando si presenta, senza respingerla. Osservala con curiosità e gentilezza, poi lasciala andare. Questo processo può essere ripetuto più volte (in proposito, si veda COSA NASCONDE LA DIFFICOLTA’ A LASCIAR ANDARE?).
Conclusioni
Siamo arrivati alla fine di Consigli pratici per l’equilibrio emotivo, e come avrai capito quanto detto riguardo i 3 step per la paura può essere adattato anche con alle altre emozioni difficili. Termino questo breve e, volutamente, non esaustivo articolo con qualche amorevole suggerimento.
- Non colpevolizzarti: la paura è una risposta umana naturale. Evita di giudicarti duramente per provarla.
- Prenditi del tempo: la paura prospera quando siamo sotto pressione. Fai una pausa, cammina, respira e rilassati.
- Celebra le vittorie: Anche piccoli successi, come affrontare una paura minore, meritano di essere riconosciuti.
- Esplora la tua paura: Guardala da vicino, con curiosità. Spesso la paura è meno minacciosa di quanto sembri.
- Partecipa ai percorsi mindfulness: un percorso per esplorare le nostre emozioni difficili e andare nella direzione dell’equilibrio emotivo. Un equilibrio che non nasce dalla negazione o dalla repressione ma dalla capacità di riconoscere, accettare, lasciar andare, rimanendo radicati nella fioritura del momento presente. La mindfulness ci insegna a non evitarla, ma a usarla come un’opportunità per crescere e scoprire il nostro potenziale.
Se desideri approfondire, capire, superare il rapporto con le tue emozioni difficili, puoi intraprendere un percorso mindfulness di gruppo e/o uno individuale. Contattami, sarò lieto di aiutarti.
