Lettura per l’Inverno: La Cura dello Sguardo, è il libro scelto per questo fine 2022. Perché? Ho pensato di proporre un caso singolare nella nostra letteratura. Un libro da leggere e da tenere sul comodino: aprire una pagina ha il potere taumaturgico di risolvere questioni e sollevare quei dubbi che creano bivi nella vita, scelte, strade da percorrere.

Franco Arminio, noto poeta irpino, fa il bilancio per il suo sessantesimo compleanno. La forma però non è quella della poesia bensì di “un mix” di forme e generi, tante tessere di un’unico puzzle. Un contenuto che va oltre i generi e al contempo – in qualche modo – li contiene perché è facile trovare in essi ora riflessioni articolate, ora narrazioni, ora immagini poetiche.

Senza alcuna pretesa di affermare chissà quale sublime verità mostra e convince come nelle cose di tutti i giorni, negli eventi quotidiani, nelle banalità che costituiscono la nostra esistenza sia contenuto il germe di ogni profondità, di ogni valore, di ogni essenza. Occorre, però, portare consapevolezza.

Far toccare con mano lo spessore filosofico della realtà quotidiana, della presenza mentale:

“Ogni giornata è il vostro regno: convocate l’ebbrezza e la ragione, l’invisibile e la buona azione”


Ed ecco allora, attraverso le tessere del puzzle di cui sopra, emergere la poesia dei luoghi, le terre di campagna, la Calabria, il Salento, Taranto città apocalittica, l’Irpinia, la Lucania.

Grande protagonista è il paesaggio, naturale e umano, osservato con la finezza della poesia, ma anche con l’impietosa fermezza della intelligenza. E insieme è la comunità degli uomini, non come forma di localismo, ma come articolazione di vita e di rapporti, perché…

“Vivere non è un affare privato” e “Bisogna agitare le acque, ci vuole una comunità ruscello più che una comunità pozzanghera.”

Veniamo così condotti ad una lezione di volo. Un muoversi libero sopra le cose, i fatti, la gente, con lo sguardo di chi sa andare oltre, sa allargare: “Il mondo è fatto così: se non lo allarghi si stringe.” E allora saper guardare diventa il segreto della vita buona.

“Non siamo un luogo a sé stante, apparteniamo alla comunità di tutte le presenze, quelle visibili e quelle invisibili.”


“La vita è un incrocio di abitudine e avventura. La vita quotidiana è gradevole se contiene una vigilia, la speranza di un bacio, la prospettiva di un mondo altro.”

Perché propongo e consiglio di leggere questo libro? La risposta, in sintesi, è nella quarta di copertina dello stesso:

Le pagine di questo nuovo libro di Arminio sono fitte come gli scaffali di un antico speziale, allineano racconti visionari accanto a vere e proprie orazioni civili, che pongono domande e chiedono risposte con vibrante ostinazione. La cura invocata passa sempre attraverso una lingua che si fa strumento di conoscenza, alla ricerca di una comunicazione, di un senso condiviso, di quella intima vicinanza della quale abbiamo tutti più che mai bisogno. E se non ci sono certezze, se tutti siamo un po’ più fragili, a curarci sopraggiunge la fiducia nella capacità delle parole di unire i nostri sguardi «per fare comunità, per dare coraggio al bene».

DETTAGLI

Autore: Franco Arminio
Pagine: 208 p., Brossura
Anno edizione: 2020Collana: Romanzi Bompiani
Editore: BompianiPrezzo: Euro 16,00

L’AUTORE

Franco Arminio è nato e vive a Bisaccia, centro dell’Irpinia orientale in provincia di Avellino. Collabora con diverse testate locali e nazionali come “il manifesto”, “Il Mattino” di Napoli, “Ottopagine”, “Corriere del Mezzogiorno”, ed è animatore del blog “Comunità Provvisoria”. Paesologo, Arminio racconta i piccoli paesi d’Italia, e ha realizzato anche vari documentari. Nel 2009, con Vento forte tra Lacedonia e Candela. Esercizi di paesologia (Laterza) ha vinto il Premio Stephen Dedalus per la sezione “Altre scritture”.