Gratitudine

Praticare la gratitudine migliora la tua vita perché ti fa uscire da un punto di vista egocentrico (con le sue aspettative e pretese). Infatti, a ben vedere, ti puoi accorgere che tante cose utili e belle derivano dall’opera altrui. E tu, ne usufruisci, più o meno consapevolmente.

Un amico, in coda alla cassa di un supermercato, è rimasto colpito da un atto di gentilezza molto semplice: uno sconosciuto lo ha lasciato passare avanti perché aveva pochi prodotti rispetto a lui. Un gesto piccolo ma che ha lasciato un segno profondo, di gioia e gratitudine. Si badi, non tanto per superare rapidamente la coda bensì per scoprire come anche tra sconosciuti si può creare connessione profonda, armonica.

Infatti, in apparenza, la gratitudine sembra nascere dalla sensazione di essere in debito con un’altra persona che si è mostrata riguardosa nei tuoi confronti ma guardando più a fondo la realtà è un’altra: una maggiore consapevolezza della tua connessione con il tutto. Per questa ragione praticare la gratitudine migliora la tua vita: amplia le tue possibilità di felicità facendoti apprezzare le piccole cose.

Ma da dove trarre ispirazione?

Le ragioni per essere grato sono intorno a te!

Se ti stai chiedendo dove trovare spunto per essere grato, la risposta che ti darò ti sorprenderà! Tutto intorno a te diviene occasione di gratitudine. Ad esempio, l’orologio che porti al polso ti consente di essere puntuale e lo devi a coloro che lo hanno progettato, costruito, trasportato e venduto. Il parco dove vai a correre è mantenuto in buono stato da chi ci lavora ed i mezzi pubblici che usi sono in orario perché i conducenti si impegnano nel mantenere un certo standard di qualità del servizio.

Quando il tuo pensiero sosta su questi aspetti apparentemente banali, hai una piccola ma fondamentale illuminazione: siamo interconnessi! Ed è per questo che una delle pratiche più trasformative in cui puoi impegnarti è quella di coltivare la gratitudine.

Cosa fai, invece?

Ti Fissi su ciò che Non Va? Ti stai Fregando da solo!

Se capita anche a te, non sei solo, tranquillo! E’ ciò che fa la maggior parte delle persone. Sembriamo programmati per fissarci su ciò che dovrebbe essere e non è. Quante volte ti è capitato di sprofondare nella frustrazione o nella tristezza perché gli altri non hanno soddisfatto le tue aspettative? Questo atteggiamento, sebbene non vada rifiutato bensì osservato, alla lunga ha un limite: non farti vedere i doni che ricevi nel quotidiano perché sequestrato da emozioni e/o pensieri che ti relegano nel passato o ti proiettano nel futuro, privandoti di cogliere l’opportunità di essere felice

Per vedere quanto sei supportato dalla vita devi uscire dallo spazio ristretto del tuo . Una volta che acquisisci un punto di vista più equilibrato della realtà, sei meno preoccupato per ciò che non soddisfa le tue aspettative e più presente a ciò che incontri durante il quotidiano.

Inoltre, vedendo quanto sei interdipendente con gli altri, cresci in generosità, desiderando in qualche modo di restituire quanto ricevuto. Praticare la gratitudine migliora la vita perché innesta una spirale virtuosa.

A cosa devi stare attento?

In questo “percorso ad ostacoli” occorre prestare molta attenzione.

  • Il primo impedimento è stato già anticipato nel primo paragrafo: l’incapacità di notare ciò che si ha guardandosi intorno. Ad esempio, avere una appartamento dove stare al caldo d’inverno, amici con cui condividere le vacanze, una famiglia su cui contare in momenti di difficoltà, eccetera. Quindi, la prima cosa che puoi fare è iniziare a prestare attenzione a ciò che hai! Ed è proprio qui che le aspettative possono mostrarsi insidiose. Ti aspetti che i tuoi cari siano sempre disponibili (e mai tu per loro), che gli amici ti organizzino le uscite, che in casa non ci siano mai contrattempi. Quando arrivi ad aspettarti qualcosa non presti attenzione: lo dai per certo e non dai valore.
  • Il secondo impedimento, è proprio dare tutto per scontato. La gratitudine può non emergere per il servizio eccellente ricevuto da un impiegato che risolve il tuo problema, dal momento che ritieni stia “facendo solo il suo dovere”. Indipendentemente dalle sue motivazioni, il fatto è che stai beneficiando del suo impegno e puoi notarlo e sottolinearlo con un’espressione di gratitudine.

Cosa puoi Fare?

Una pratica che può sostenerti nel coltivare la gratitudine ha origine nel paese del Sol Levante ed è conosciuta con il nome di Naikan che significa “guardarsi dentro“.

E’ un metodo strutturato che incoraggia l’indagine su te stesso e sul tuo rapporto con il mondo. Nella sua forma più profonda il Naikan viene praticato in centri specializzati dove, durante il giorno, rifletti sul tuo passato al fine di modificare il tuo futuro (guarda Come sapere quale azione intraprendere?). In genere, c’è una riflessione progressiva a cui dedichi 2 ore e mezzo partendo dalla nascita fino all’età di 6 anni; poi, con intervalli, per ogni tre anni di vita. Si conclude quando tutta la tua esistenza è stata esaminata rispetto ai genitori, fratelli, amici ed altri.

Il vantaggio che ti si offre è di guardare con onestà a come si è vissuta la propria vita. Inoltre, la pratica può portarti a comprendere che sei davvero ricco e profondamente supportato.

Come puoi fare?

E’ possibile che non ci sia un Centro vicino casa tua; in tal caso, ti propongo questa versione Naikan che ti prenderà 30 minuti del tuo tempo. Possibilmente, fallo a fine giornata. Siediti e porta l’attenzione al respiro per aiutarti a centrarti. Quando ti senti a tuo agio poniti queste 3 domande:

Cosa ho ricevuto oggi?

Sii specifico e rifletti su quante più cose ricordi. Ad esempio, il sorriso del tuo partner, il cinguettio di un uccello, il conducente che ti da la precedenza anche se non ce l’hai. Il sol fatto che tu abbia beneficiato da qualche azione è sufficiente per coltivare la gratitudine. Sospendi il giudizio, scandaglia il tuo stato d’animo. Non sempre ciò che ci è offerto è dovuto! E ti renderai conto di avere molti più debiti (di gratitudine) che non crediti. Ciò ti aiuterà a “riequilibrare” l’ego e ad essere più generoso con il prossimo.

Cosa ho dato oggi?

Ripercori nuovamente gli eventi della giornata ma ora pensa a cosa hai dato agli altri. Qu,i come su, non importa la motivazione oppure l’azione (puoi aver aiutato un disabile ad attraversare la strada come aver raccolto una carta da terra e depositata nell’apposito cestino). Potresti scoprire che senza clamori contribusci al “bene comune”.

Quali problemi o difficoltà ho causato oggi?

Questa domanda è spesso la più difficile! Ancora una volta ripercorre gli stessi passi dei punti precedenti e non trascurare ciò che ti sembra insignificante; ad esempio: ho preteso da un collega che mi desse una mano con un progetto impedendogli di uscire a tempo per la partita. In generale, siamo molto consapevoli di come gli altri ci causano danno ma raramente ci rendiamo conto di quando siamo noi la fonte del disagio. Vedere come causi problemi agli altri aiuta a “sgonfiare” il tuo ego e a vivere meglio sapendo che anche tu ricevi, molto.

Conclusioni

Talvolta ci sentiamo a credito con la Vita: a volte è vero ma spesso stiamo solo falsando le carte. Non perché siamo “cattivi” bensì ignoranti, con un punto di vista limitato.

La gratitudine è una pratica che aiuta a riportare equilibrio nella nostra vita. Un equilibrio che ci consente di essere lucidi nel valutare ciò che c’é, nello stare con ciò che c’é e nel capire cosa possiamo cambiare per vivere meglio. Per far sì che la gratitudine non si trasformi in un meccanico “grazie” privo di coinvolgimento, si può ricorrere al Naikan, un metodo strutturato e su sinteticamente proposto (in particolare per umani indaffarati :-)) affinché ci possa essere profondità di pensiero, si possano toccare le corde più profonde del nostro essere e comprendere come il nostro atteggiamento ha un impatto esponenziale nel nostro intorno.

Quando sgonfiamo il nostro ego, ci avviciniamo alla verità; allora, si possono aprire ai nostri occhi grandi opportunità. Ecco perché praticare la gratitudine migliora la vita.