Il pensiero negativo può essere una valida strategia difensiva? Dopo una breve introduzione al tema, si passerà in rassegna i principali pensieri negativi e si concluderà con i rischi che questa strategia comporta.

Secondo Julie K.Norem, professoressa di psicologia al Wellesley College- Massachussets, studiosa dell’argomento e trattato nel suo libro: “The positive power of negative thinking”, il pensiero negativo è il risultato del “pessimismo difensivo”.
Razionalmente apprendiamo come gestire al meglio situazioni e persone ma la nostra mente subcosciente ci ostacola lanciando pensieri negativi che son stati fatti propri in passato, quando eravamo piccoli. A chi/cosa si riferiscono ed a che scopo li conserviamo?
Le convinzioni possono essere relative a se stessi, agli altri (la mia collega non capisce niente), alle astrazioni (i soldi sono una cosa sporca), al futuro(qui non cambierà mai niente), al passato (mia mamma non mi voleva abbastanza bene), ai luoghi (oggi viaggiare non è sicuro).
Questi pensieri spesso sono il frutto di una valutazione “parziale” della realtà (in proposito, si veda questo articolo) e creano emozioni come paura, ansietà, rabbia, gelosia… in cui si nasconde una strategia difensiva.
Per esempio, il pensiero “sono stupido”, riduce le proprie aspettative e gli eventuali errori non saranno considerati così traumatici, come magari è accaduto in passato. Inoltre, mette a riparo dalle aspettative altrui: siccome lo dichiaro, se fallissi nessuno potrà rinfacciarmelo!

I principali pensieri negativi
Di seguito, alcuni pensieri negativi usati come strategia difensiva.
Su se stessi.
Si sviluppa se da bambino il concetto di sé è stato messo a dura prova. Si manifesta con la bassa considerazione di sé così che nessuno possa aspettarsi nulla e si abbia la giustificazione per evitare rischi e mantenere l’accettazione da parte degli altri. Es.: “sono stupido, non valgo nulla sono la pecora nera” oppure “ho sempre ragione” (strategia protettiva di superiorità).
Sugli altri.
Nascondono la paura di rendersi vulnerabili al rifiuto degli altri e spostano così su di loro la responsabilità di cambiare. Es.: “la gente pensa solo a se stessa”, “non mi ascolti mai”, “sono tutti egoisti…”.
Sul mondo.
Se i bisogni di sicurezza del bambino non sono stati soddisfatti potrà percepire il mondo come un posto poco sicuro che frenerà la capacità di assumersi rischi in età adulta. Es.: “nella vita ci son solo problemi, non ci sono opportunità,…”.
Sul futuro
Hanno la funzione di proteggerci dal fallimento, preparano alla sindrome Cassandra, servono ad adottare un comportamento compensatorio di perfezionismo e preoccupazione permanente. Es.: “so che no ce la farò, non troverà mai la persona della mia vita, non ho mai tempo per fare le cose che mi interessano…”.
Sul passato
Servono a proteggerci dall’assunzione di responsabilità in quanto la causa di tutti i nostri mali risiede nel passato che determina il mio presente. Es.: “l’insegnante x mi ha rovinato la vita”, “i genitori mi hanno ostacolato”, “i colleghi erano contro di me…”.
Quali rischi?

Adottare il pensiero negativo come strategia difensiva riduce le possibilità di restare delusi ma anche di ottenere risultati importanti! Chi usa questa strategia, in realtà, non si prepara a raggiungere i suoi obiettivi bensì a governare le proprie paure e ad evitare (ulteriori) colpi alla propria autostima. E’ comprensibile ma non aiuta a volare.
Prendersi cura di sé ed acquisire nuovi punti di vista volti ad elaborare una strategia alternativa al pessimismo difensivo è il modo per emanciparsi da certi limiti e liberare le proprie potenzialità (in proposito, si veda questo articolo) per una vita più ricca.