Lettura per l’estate: Inspira, Espira, Uccidi
Un thriller dissacrante e dall’irresistibile humour nero sulla moda dei self-help e della mindfulness. Eppure, capace di far riflettere su dove si va a finire quano si applica senza capire.
Un thriller dissacrante e dall’irresistibile humour nero sulla moda dei self-help e della mindfulness. Eppure, capace di far riflettere su dove si va a finire quano si applica senza capire.
Saki Santorelli, uno dei padri della mindfulness, esplora qui le radici dell’arte di curare e mostra come introdurre nella relazione di guarigione la consapevolezza che nasce dal prestare attenzione al momento presente, intenzionalmente e senza giudicare, dall’ascoltare se stessi e aprirsi agli altri, dalla pratica della meditazione. Si tratta in particolare di favorire la possibilità di riconoscere, sia da parte dei pazienti sia da parte di chi cura, che si è tutti feriti ma anche tutti integri, che dentro ogni guaritore c’è un ferito ma dentro ogni ferito c’è un guaritore, rivoluzionando le dinamiche della relazione paziente-terapeuta. Quest’alleanza indispensabile funziona come un vero e proprio farmaco per alleviare i disagi e le sofferenze che appesantiscono la vita di tutti noi.
Le distrazioni sono sempre esistite, non sono frutto di questa epoca. Un tempo, avevano un altro nome. Perché ci distraiamo? Per zittire un disagio, per noia, per mancanza di obiettivi da raggiungere. Ci distraiamo per impulsività, perché non siamo abituati a progettare. L’articolo suggerisce che per contrastare la distrazioni ci si focalizzi su ciò che conta davvero per noi.