A chi non è capitato un periodo in cui “non ci stava con la testa?” in cui concentrarsi appariva impossibile? Eppure, recuperare la concentrazione si può: come? Essere disposti a fare i 3 passi indispensabili per non distrarsi più.

Per smettere di distrarci non serve a nulla incolpare la tecnologia e tentare di eliminarla, dobbiamo prima di tutto comprendere che le distrazioni nascono per coprire un disagio che nasce dal nostro interno, forse perché non stiamo realmente vivendo la vita che desideriamo.

Il passo successivo è fare spazio nel quotidiano a tutte quelle azioni che sono importanti per noi utilizzando uno strumento semplice e alla portata di tutti: la pianificazione. Decidere a che ora rispondere alle e-mail degli amici, quando dedicarsi alle notifiche dei social media, eccetera. Fatto questo, sarà più semplice identificare tutti quegli stimoli esterni (che la tecnologia spinge all’estremo) che riducono produttività e benessere.

Realizza più traino possibile

La distrazione è tutto ciò che ci impedisce di procedere verso la realizzazione della vita che desideriamo; le azioni che ci portano in una direzione opposta e contraria a quella voluta sono inutili e non ci fanno evolvere.

Crearsi uno scudo protettivo alla continua distrazione che i vari dispositivi ci offrono su un piatto d’argento è cosa buona e saggia, e ci sono tanti modi per procedere in questa direzione.

Un consiglio prezioso viene da Nir Eyal e Julie Li nel loro libro Comediventare indistraibili propongono di applicare “il principio della sauna”: non fa bene se ci stiamo troppo tempo, meglio fissare un tempo limitato e poi uscire.

Tutto ciò invece che ci porta verso i nostri obiettivi e verso un’esistenza basata sui nostri valori si può definire come “traino”. Il trucco per avere una vita ricca e appagante sta quindi nel riuscire a realizzare più traino possibile ed evitare la distrazione, sapendo che entrambe queste due forze necessitano di stimoli esterni per scatenarsi.

Ci sono molte sensazioni che ci spingono a distrarci, a non rimanere soli con i nostri pensieri, tra cui la noia (alla mente non piace ritrovarsi sola con se stessa) e il fatto che la negatività abbia più presa rispetto alla positività (le cattive notizie sono più gettonate rispetto a quelle buone).

Ci distraiamo anche per evitare quella tendenza a rimuginare che contraddistingue l’essere umano, quel continuo lambiccarsi il cervello su ciò che non va.

Guarda in faccia il tuo disagio

Le distrazioni ci permettono di fuggire da un disagio interiore che non vogliamo ammettere. Una tavoletta di cioccolato, una maratona di serie su Netflix, sono tutte azioni che ci permettono di dimenticare per un attimo ciò che ci fa soffrire.

Il punto di partenza per non farsi sequestrare dal disagio è chiedersi che cosa ci sta facendo soffrire, cosa stiamo cercando di evitare. Stiamo provando a soffocare un senso di solitudine, oppure la mancanza di passione per ciò che facciamo?

Possiamo reagire al disagio interno distraendoci, oppure possiamo decidere di guardarlo in faccia anche se ci fa paura. Se scegliamo la seconda opzione, vale a dire se ammettiamo a noi stessi che non siamo contenti della nostra vita, possiamo di conseguenza agire per migliorarla.

Usa bene il tuo tempo

Il tempo è il nostro bene più prezioso ed è assurdo pensare che la maggior parte delle persone non pianifica le proprie giornate.

Non si tratta di compilare una “lista di cose da fare”, semmai di capire quali sono i valori per noi importanti che ci spingono a fare. Se per noi un valore importante è sapere di contribuir a migliorare la vita delle persone con la nostra professione, sarà più facile alzarci al mattino e lavorare focalizzati senza farci distrarre.

Una volta che abbiamo compreso quali siano i valori che ci motivano ad agire, è importante pianificare la distribuzione del tempo. Tre sono le aree principali della vita: cura di sé, delle relazioni e del lavoro. Quando programmiamo le nostre giornate tenendo conto di tre ambiti, dobbiamo evitare di lasciare spazi vuoti, perché questi sono un invito per le distrazioni.

Conclusioni

I 3 passi indispensabili per non distrarsi più son un processo di miglioramento, un circolo virtuoso che richiede, per prima cosa, capire i propri valori, essere consapevoli dei propri disagi ed infine pianificare sulla base dei propri valori.

Ricordiamoci che la soddisfazione è uno stato d’animo momentaneo, per sua natura destinato ad esaurirsi. In quanto esseri umani siamo molto propensi a sentirci insoddisfatti e dobbiamo farcene una ragione!

La buona notizia è che possiamo utilizzare questa insoddisfazione come motivazione per migliorarci; stare male, talvolta, può essere un bene.